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octobre 14, 2009

Lettera di Jacques Lacan a Suora Marie de la Trinité

Classé dans : Sectes et religions, italiano — Gomboc Artur @ 7:05

Pubblicato in francese in Le Nouvel Âne, n°9, settembre 2008, éd. Navarin. Traduzione italiana di A. Mary e V. Cimmieri.

Testo originale.

19 settembre 1950

Cara Sorella,

Le allego il bigliettino che le avevo destinato ieri sera prima di ricevere la Sua lettera di questa mattina. Ho anche avuto cura di portarglielo io stesso prima di una cena che era fissata in occasione del Congresso. Purtroppo, per una ragione che non ho ancora chiarito, è “178, rue de la Pompe” ciò che indicava l’appunto che avevo preso del suo indirizzo ed è per questo che, una volta giunto in quel luogo, ho rinunciato a proseguire oltre nel mio tentativo di raggiungerLa quella sera. La rintraccio tuttavia con questa lettera perchè Lei sappia con quale sentimento ricorrevo a Lei: quello di non lasciarLa sola in uno sconforto [détresse] nel quale, mi è parso a un momento, lei si sia del tutto persa.

Adesso, mi capisca. Questa pratica [démarche], che Lei ha intrapreso per risolvere la difficoltà morale in cui si trova, è ciò che dovrebbe essere oggetto delle nostre sedute. Voglio dire, dunque, il modo in cui Lei la condurrà, reagirà, i ricordi, i sentimenti e perfino i sogni che si manifesterrano correlativamente durante le sedute (e con tutta probabilità senza un rapporto apparentemente diretto). È questo che ci permetterebbe di accedere alle socciacenze arcaiche che sono entrate in gioco intorno a e nell’esercizio del Suo voto di ubbidienza. È questo che, a leggere la Sua lettera, vedo che non Lei ha capito: il mio scopo non è di insegnarLe a liberarsi da questo legame – tuttavia scoprendo ciò che lo ha reso per Lei cosí manifestemente patogeno, di permetterLe di esserne d’ora in avanti liberamente soddisfatta. Poichè, se è nell’esercizio di questo dovere che si sono scatenate le fasi più spiacevoli del Suo dramma, è perchè è lí che sono entrate in gioco delle immagini a Lei sconosciute e delle quali non è padrona: è cio che ho chiamato vagamente “temi di dipendenza” [thèmes de dépendance]. E la loro ricerca non costituisce un’induzione alla rivolta, ma una perspicacia indispensabile alla messa in pratica di una virtù.

Bisogna, dunque, che Lei proseguisca le sedute, provando allo stesso tempo a mettersi d’accordo con la Sua coscienza.

Poichè è questo il momento fecondo da cui cerco di trarre un passo decisivo per l’analisi. Ed è necessario avere fiducia in me per quanto riguarda l’esito di questo momento. In esso La rinchiudo [je vous y enferme] ora, precisamente per trarne l’effetto di cui questo è gravido. Il modo contrario di prendere le cose – il Suo modo attuale – è un modo formalista di considerarle, che disconosce il carattere irrimediabilmente intricato dei Suoi migliore moti, con questo nodo segreto che li ha resi talmente disastrosi per Lei. E che noi siamo qui per risolvere assieme.

Venga a trovarmi al più presto. E non conti su una corrispondenza più lunga perchè Lei non ne ricaverebbe niente, salvo una perdita di tempo.

Io le do’ fiducia dicendoLe a presto – mi telefoni domani alle 9, per esempio. Poichè partiró presto per il Congresso.

Jacques Lacan

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